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PADRE

Padre, papà, papi, babbo: modi diversi per dire di un ruolo genitoriale importante tanto per il FIGLIO quanto per la MADRE.Quando nasce un figlio si diventa padre ma come si fa a diventare un BUON PADRE?Purtroppo non esiste una ricetta universale, facile e di immediata applicazione per essere un buon padre (esattamente, peraltro, come non esiste un manuale d’istruzioni per essere una buona madre).Però, si può dire che:i figli sono sereni se in famiglia circola AMORE e RISPETTO e i genitori sanno dar loro SICUREZZA;non esiste un modo giusto e

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DARE LIMITI

…Senza passare per la sculacciata, la paura o la minaccia: un esempio concreto.Come spiegare a un bambino di 3 anni che non deve strappare le foglie della pianta del vicino?Prima di tutto riconoscendo il bambino come un SOGGETTO PENSANTE con BISOGNI, DESIDERI e naturali spinte evolutive che spesso ci mettono in difficoltà!Quindi? Che fare? Come possiamo leggere questo gesto dello strappare le foglie?Il bambino sta sperimentando le sue competenze motorie e, ancor più, sta esplorando un elemento della natura che ha trovato sul suo percorso (bisogno, spinta evolutiva) MA non

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img chi ti ama

UNA SCULACCIATA NON HA MAI UCCISO NESSUNO!!! SBAGLIATO

Una sculacciata uccide la fiducia del bambino verso chi gliela infligge;una sculacciata uccide l’idea benevola che il bambino ha verso il mondo;una sculacciata uccide l’autostima del bambino!UNA SCULACCIATA MANDA IN CORTOCIRCUITO IL MONDO EMOTIVO DEL BAMBINO e gli trasmette l’idea che chi lo ama lo può ferire!Una sculacciata, nella mente del bambino, apre la “finestra della possibilità: CHI TI AMA, TI PUÒ FAR MALE!”.A chi non è capitato, sentendo fatti di cronaca nera, di domandarsi (quasi) irritato come sia possibile che quella donna (purtroppo, ormai morta o ricoverata in gravissime

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img i sentimenti

BASTA…

“Bastaaaaa … ho detto BASTAAAA !!! Adesso vai in castigo! Stai fermo lì e pensa a quello che hai fatto!”Quante volte abbiamo gridato questa frase o ci siamo trattenuti ma avremmo voluto farlo?Quante volte siamo arrivati al limite della nostra pazienza?Certo, siamo umani! La pazienza di tutti ha un limite ma è il SIGNIFICATO che diamo al comportamento del bambino che ci aiuta a ritrovare la calma o, all’opposto, a caricarci come molle pronte ad esplodere.Ma devo darVi una notizia sorprendente:UN BAMBINO CHE VI ESASPERA NON LO FA APPOSTA!NO, NON

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ALLE EMOZIONI NON SI COMANDA

“Non essere triste”, “Non piangere”, “Stai calmo”, “Non gridare”, “Non ci pensare”, “Non essere arrabbiato”, sono tutte frasi che troppo spesso PURTROPPO diciamo o ci siamo sentiti dire ma che non fanno altro che alimentare il senso di SOLITUDINE e INCOMPRENSIONE del soggetto triste, deluso, arrabbiato, ect.Perché, talvolta, è così difficile vivere e stare davanti a qualcuno che prova tristezza/delusione/rabbia/frustrazione/gelosia?Sono forse queste emozioni meno (socialmente) accettabili della gioia/serenità/appagamento/soddisfazione?Quando abbiamo imparato che ci sono emozioni di serie A ed emozioni di serie B? A che prezzo?Le emozioni sono semplicemente EMOZIONI: NON

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img i figli che vorremmo

QUALI OBIETTIVI ABBIAMO A LUNGO TERMINE PER I NOSTRI FIGLI? COME VORREMMO CHE SIANO DA GRANDI?

Fermiamoci un attimo a pensare a come risponderemmo alla domanda. Desideriamo che i figli possano essere adulti SERENI, felici, equilibrati, indipendenti, realizzati, responsabili, sani, affettuosi, curiosi e sicuri di sé?E, allora, chiediamoci, in tutta sincerità, se le nostre azioni quotidiane possono realmente contribuire a rendere nostro figlio l’adulto che vorremmo!Quello che gli ho detto al ristorante sabato sera può, anche in minima parte, contribuire a renderlo felice, equilibrato, indipendente, realizzato, eccetera eccetera, oppure c’è la possibilità che il modo in cui tendo a gestire certe situazioni renda tali risultati meno

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COS’È LA DISCIPLINA DOLCE (parte 2)

La Disciplina Dolce è la capacità, l’impegno di rispondere ai bisogni, messaggi del figlio che si ha dinnanzi e NON ai nostri fantasmi interni (proiettati sul figlio).Il bambino voleva le tagliatelle con la salsa di pomodoro, ci avete messo il burro, lui urla e il genitore si innervosisce tantissimo sgridandolo per il “capriccio”!Il figlio adolescente si lamenta del professore di storia o geografia e il genitore si irrita per tale considerazione; la figlia litiga con il fratello che sente la musica a tutto volume e il genitore grida con entrambi

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NO È NO

“No, Ti ho detto di NO! Lo devo ripetere ancora? NOOOO!Piangi, piangi pure… NO è NO e devi imparare!”Quante volte i nostri figli, bambini o ragazzi che siano, testano la nostra pazienza, nonché l’esistenza di limiti e divieti?Quante volte, purtroppo, al limite della pazienza, ci siamo veramente innervositi e, alzando la voce, quasi “goduto” del dispiacere dei nostri figli?Purtroppo, troppo spesso, l’educazione diventa un gioco di potere, un faticoso braccio di ferro genitore-figlio che fa perdere empatia e capacità di lucida analisi della situazione relazionale.Ciò succede tanto con un bimbo

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COS’È LA DISCIPLINA DOLCE (parte 1)

La Disciplina Dolce è innanzitutto capacità – nonché sforzo – di crescere i figli considerandoli SOGGETTI, soggetti pensanti con EMOZIONI e VOLONTÀ da rispettare e tutelare fin dalla nascita.Disciplina Dolce significa uscire dalla logica adultocentrica tale per cui il bambino mi deve obbedire (immediatamente) per il solo fatto che di essere il genitore.Disciplina Dolce significa uscire dalla logica premi – punizioni per passare alla logica del rispetto del Soggetto!Disciplina Dolce significa creare una “relazione paritaria” che preveda il riconoscimento di uguale dignità a entrambe le parti della relazione, senza per

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img guerra tra mamme

BASTA GUERRA TRA MAMME

“Io ho partorito naturalmente senza epidurale”. “Io ho fatto il parto cesareo programmato perché avevo una paura folle del dolore”.“Io sono per l’allattamento a termine”.“Ah, io non ho allattato perché il biberon possono darlo tutti e io sono più libera”.“Io ho iniziato lo svezzamento a sei mesi compiuti con l’alimentazione complementare”. “Io sono per l’inserimento graduale degli alimenti”.“Noi dormiamo in 4 nel lettone”.“Io ho messo il figlio nella sua stanza appena rientrata a casa dall’ospedale”.IO, IO, IO …Nel meraviglioso mondo della genitorialità, per quanto se ne dica, non esiste un

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PADRE

Padre, papà, papi, babbo: modi diversi per dire di un ruolo genitoriale importante tanto per il FIGLIO quanto per la MADRE.Quando nasce un figlio si diventa padre ma come si fa a diventare un BUON PADRE?Purtroppo non esiste una ricetta universale, facile e di immediata applicazione per essere un buon padre (esattamente, peraltro, come non esiste un manuale d’istruzioni per essere una buona madre).Però, si può dire che:i figli sono sereni se in famiglia circola AMORE e RISPETTO e i genitori sanno dar loro SICUREZZA;non esiste un modo giusto e

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DARE LIMITI

…Senza passare per la sculacciata, la paura o la minaccia: un esempio concreto.Come spiegare a un bambino di 3 anni che non deve strappare le foglie della pianta del vicino?Prima di tutto riconoscendo il bambino come un SOGGETTO PENSANTE con BISOGNI, DESIDERI e naturali spinte evolutive che spesso ci mettono in difficoltà!Quindi? Che fare? Come possiamo leggere questo gesto dello strappare le foglie?Il bambino sta sperimentando le sue competenze motorie e, ancor più, sta esplorando un elemento della natura che ha trovato sul suo percorso (bisogno, spinta evolutiva) MA non

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UNA SCULACCIATA NON HA MAI UCCISO NESSUNO!!! SBAGLIATO

Una sculacciata uccide la fiducia del bambino verso chi gliela infligge;una sculacciata uccide l’idea benevola che il bambino ha verso il mondo;una sculacciata uccide l’autostima del bambino!UNA SCULACCIATA MANDA IN CORTOCIRCUITO IL MONDO EMOTIVO DEL BAMBINO e gli trasmette l’idea che chi lo ama lo può ferire!Una sculacciata, nella mente del bambino, apre la “finestra della possibilità: CHI TI AMA, TI PUÒ FAR MALE!”.A chi non è capitato, sentendo fatti di cronaca nera, di domandarsi (quasi) irritato come sia possibile che quella donna (purtroppo, ormai morta o ricoverata in gravissime

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BASTA…

“Bastaaaaa … ho detto BASTAAAA !!! Adesso vai in castigo! Stai fermo lì e pensa a quello che hai fatto!”Quante volte abbiamo gridato questa frase o ci siamo trattenuti ma avremmo voluto farlo?Quante volte siamo arrivati al limite della nostra pazienza?Certo, siamo umani! La pazienza di tutti ha un limite ma è il SIGNIFICATO che diamo al comportamento del bambino che ci aiuta a ritrovare la calma o, all’opposto, a caricarci come molle pronte ad esplodere.Ma devo darVi una notizia sorprendente:UN BAMBINO CHE VI ESASPERA NON LO FA APPOSTA!NO, NON

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ALLE EMOZIONI NON SI COMANDA

“Non essere triste”, “Non piangere”, “Stai calmo”, “Non gridare”, “Non ci pensare”, “Non essere arrabbiato”, sono tutte frasi che troppo spesso PURTROPPO diciamo o ci siamo sentiti dire ma che non fanno altro che alimentare il senso di SOLITUDINE e INCOMPRENSIONE del soggetto triste, deluso, arrabbiato, ect.Perché, talvolta, è così difficile vivere e stare davanti a qualcuno che prova tristezza/delusione/rabbia/frustrazione/gelosia?Sono forse queste emozioni meno (socialmente) accettabili della gioia/serenità/appagamento/soddisfazione?Quando abbiamo imparato che ci sono emozioni di serie A ed emozioni di serie B? A che prezzo?Le emozioni sono semplicemente EMOZIONI: NON

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QUALI OBIETTIVI ABBIAMO A LUNGO TERMINE PER I NOSTRI FIGLI? COME VORREMMO CHE SIANO DA GRANDI?

Fermiamoci un attimo a pensare a come risponderemmo alla domanda. Desideriamo che i figli possano essere adulti SERENI, felici, equilibrati, indipendenti, realizzati, responsabili, sani, affettuosi, curiosi e sicuri di sé?E, allora, chiediamoci, in tutta sincerità, se le nostre azioni quotidiane possono realmente contribuire a rendere nostro figlio l’adulto che vorremmo!Quello che gli ho detto al ristorante sabato sera può, anche in minima parte, contribuire a renderlo felice, equilibrato, indipendente, realizzato, eccetera eccetera, oppure c’è la possibilità che il modo in cui tendo a gestire certe situazioni renda tali risultati meno

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COS’È LA DISCIPLINA DOLCE (parte 2)

La Disciplina Dolce è la capacità, l’impegno di rispondere ai bisogni, messaggi del figlio che si ha dinnanzi e NON ai nostri fantasmi interni (proiettati sul figlio).Il bambino voleva le tagliatelle con la salsa di pomodoro, ci avete messo il burro, lui urla e il genitore si innervosisce tantissimo sgridandolo per il “capriccio”!Il figlio adolescente si lamenta del professore di storia o geografia e il genitore si irrita per tale considerazione; la figlia litiga con il fratello che sente la musica a tutto volume e il genitore grida con entrambi

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NO È NO

“No, Ti ho detto di NO! Lo devo ripetere ancora? NOOOO!Piangi, piangi pure… NO è NO e devi imparare!”Quante volte i nostri figli, bambini o ragazzi che siano, testano la nostra pazienza, nonché l’esistenza di limiti e divieti?Quante volte, purtroppo, al limite della pazienza, ci siamo veramente innervositi e, alzando la voce, quasi “goduto” del dispiacere dei nostri figli?Purtroppo, troppo spesso, l’educazione diventa un gioco di potere, un faticoso braccio di ferro genitore-figlio che fa perdere empatia e capacità di lucida analisi della situazione relazionale.Ciò succede tanto con un bimbo

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COS’È LA DISCIPLINA DOLCE (parte 1)

La Disciplina Dolce è innanzitutto capacità – nonché sforzo – di crescere i figli considerandoli SOGGETTI, soggetti pensanti con EMOZIONI e VOLONTÀ da rispettare e tutelare fin dalla nascita.Disciplina Dolce significa uscire dalla logica adultocentrica tale per cui il bambino mi deve obbedire (immediatamente) per il solo fatto che di essere il genitore.Disciplina Dolce significa uscire dalla logica premi – punizioni per passare alla logica del rispetto del Soggetto!Disciplina Dolce significa creare una “relazione paritaria” che preveda il riconoscimento di uguale dignità a entrambe le parti della relazione, senza per

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BASTA GUERRA TRA MAMME

“Io ho partorito naturalmente senza epidurale”. “Io ho fatto il parto cesareo programmato perché avevo una paura folle del dolore”.“Io sono per l’allattamento a termine”.“Ah, io non ho allattato perché il biberon possono darlo tutti e io sono più libera”.“Io ho iniziato lo svezzamento a sei mesi compiuti con l’alimentazione complementare”. “Io sono per l’inserimento graduale degli alimenti”.“Noi dormiamo in 4 nel lettone”.“Io ho messo il figlio nella sua stanza appena rientrata a casa dall’ospedale”.IO, IO, IO …Nel meraviglioso mondo della genitorialità, per quanto se ne dica, non esiste un

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Elvira Ripamonti Psicoterapeuta

dottoressa

elvira ripamonti

Vorrei essere di aiuto a chiunque abbia la necessità di comprendere, affrontare o prevenire situaizoni di disagio emotivo, stress o sofferenza psichica.

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per ascoltare

il quoziente emotivo

“Nutrire il quoziente intellettivo dei nostri figli non basta.
Dobbiamo occuparci (anche) del loro quoziente emotivo."

I. Filliozat, 2001