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DARE LIMITI

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…Senza passare per la sculacciata, la paura o la minaccia: un esempio concreto.
Come spiegare a un bambino di 3 anni che non deve strappare le foglie della pianta del vicino?
Prima di tutto riconoscendo il bambino come un SOGGETTO PENSANTE con BISOGNI, DESIDERI e naturali spinte evolutive che spesso ci mettono in difficoltà!
Quindi? Che fare? Come possiamo leggere questo gesto dello strappare le foglie?
Il bambino sta sperimentando le sue competenze motorie e, ancor più, sta esplorando un elemento della natura che ha trovato sul suo percorso (bisogno, spinta evolutiva) MA non ha in sé la capacità di valutare che quell’iniziativa può far male alla pianta e far arrabbiare la vicina di casa (proprietaria della pianta).
D’istinto, ci verrebbe di gridare “NOOO! Non si fa!” magari correndo verso il bambino per dargli una pacca sulle mani e intimando “BASTAAAA !!! Stai fermo!”.
Che fare in alternativa?
Innanzitutto, RILASSARCI facendo un bel respiro e provando ad allontanare la paura del giudizio degli altri nei nostri confronti (come genitori si sarà sempre oggetto di critica da parte di chi ci osserva nell’esecuzione del nostro ruolo educativo ). Poi avvicinarsi al bambino, senza alzare la voce ma cercando il contatto visivo e verbalizzando le SUE emozioni: “Lo so che strappare le foglie è molto divertente. Sei un bambino curioso e ti piace toccare tutto per conoscerlo meglio” (capisco cosa provi, capisco la tua curiosità e la considero fisiologica del tuo essere bambino). Quindi, verbalizzare le NOSTRE emozioni: “Mi dispiace ma, purtroppo, questa cosa non si può fare! La pianta soffre e la vicina si arrabbia” (esiste un perché).
A partire più o meno dal secondo anno di vita, i bambini diventano più autonomi, sanno ormai muoversi liberamente nello spazio, comunicano sempre meglio e danno libero sfogo al loro impulso esplorativo. A fronte di ciò, però, hanno bisogno di un feedback del loro costante processo di esplorazione e collaudo della realtà, compresi i confini e i valori individuali posti dai genitori. E’ quindi necessario ripetere sempre no nei confronti delle stesse situazioni. Più i genitori si esprimono in modo

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