i miei articoli

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TI AMO, TI VOGLIO BENE, TI ADORO!

Ti amo, I love you, Je t’aime, Te amo, … … ogni lingua ha la sue parole uniche, diverse, speciali per esprimere amore e affetto;… parole preziose, parole ponte tra due cuori, parole che fanno sentire al sicuro! Mai avrei pensato di leggere online commenti sulla “pericolosità” di tali parole se sussurrate teneramente nella relazione genitore-figlio. Un’amica, poche settimane fa, mi chiese, infatti, un parere professionale in merito al presunto “danno” che potrebbe arrecare un genitore al proprio pargolo dimostrandogli affetto con un “ti amo”. Che danno potrebbero mai fare

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QUANDO SARO’ GRANDE VOGLIO ESSERE UN BAMBINO

“QUANDO SARO’ GRANDE VOGLIO ESSERE UN BAMBINO” ma affinché ciò possa accadere è necessario che i bambini vivano la propria infanzia, senza dover fare gli adulti! A., una giovane universitaria in psicoterapia, mi scrive:“In questi giorni più volte ho ricordato la piccola A. Una bambina cosi forte, sorridente, ingenua, spontanea, sicura, stupida in modo simpatico, giocherellona, furba, determinata, una bimba che si amava tanto e soprattutto una bimba che amava la vita, amava vivere e che riusciva sempre a prendere il bello, il lato positivo anche nelle situazioni peggiori.La A.

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FILASTROCCA DEL FIGLIO PERFETTO

C’era una mamma, una madre madrona,la mano a saetta, la voce che tuona.Più che un bambino voleva un soldatoMa poi crebbe un hippie tutto arruffato. C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,di libertà ne lasciava una goccia,le nacque una bimba paracadutistaadesso è una stuntman professionista. C’era una mamma vegana e pittrice,viveva di tofu col figlio, felice.“Quanti bei posti dipingerai?”Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich. Filastrocca del figlio perfettoScolpito, pensato come un angiolettoTu lo volevi un po’ simile a tee invece “sorpresa!” decide da sé.

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MIO FIGLIO E’ MALEDUCATO, IO GLI PRESTO COMPETENZA

Primo anno di liceo, secondo giorno di scuola, un ragazzino dimentica a casa la mascherina: è in panico, non lo fanno entrare, ha paura del giudizio di compagni e docenti. Prova a chiamare la madre al telefono ma non riceve risposta. La sua agitazione aumenta e, di getto, scrive il seguente messaggio alla mamma: “Porca p……, dove caxxo sei, non mi hai dato la mascherina, non entro. Ciao!” La madre, giustamente, nel leggere il seguente messaggio si sente mancare di rispetto, prova rabbia, tristezza e delusione… Siamo a un bivio:

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MIO FIGLIO E’ MAL-EDUCATO!

“Dottoressa, che faccio? Non so più cosa fare con mio figlio, è un gran maleducato, dice parolacce, è impertinente e prepotente, picchia e non sta fermo un attimo!”. Uh, che quesito complesso! Dinnanzi a una simile richiesta non posso che rispondere porgendo anch’io qualche domanda: Quanti anni ha il figlio?E’ “maleducato” (se così vogliamo chiamarlo) solo con lei o anche con altri? Lo è sempre o solo in particolari contesti o momenti della giornata? Lo è sempre stato o ha ravvisato un cambio del comportamento solo nell’ultimo periodo? Che comportamenti

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MAYDAY MAYDAY: MIO FIGLIO E’ IN CRISI EMOTIVA, CHE FACCIO?

Qualche settimana fa, sotto al mio post sulla 𝗱𝗶𝘀𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮, si sono scatenate le domande. Una su tutte: “Come posso aiutare il mio bambino in un momento di crisi?“ Rispondo con questo post, sperando di non deludere le aspettative perché, seppur mi piacerebbe molto poter rassicurare tutti con una soluzione magica, io non so e non posso dirTi come aiutare il TUO bambino in un momento di forte crisi emotiva: 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘰𝘯𝘰 𝘮𝘦𝘵𝘰𝘥𝘪 𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘪𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘢𝘭𝘨𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪! 𝗖𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 (il bambino e la situazione) è il primo passo per

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DISREGOLAZIONE EMOTIVA: BAMBINI E ADULTI

Un bambino è stanco, nervoso, agitato, evidentemente sovra-eccitato; sembra felice, salta e ride… sì, ride ma non è un sorriso di felicità, è un ridere che potrebbe essere un pianto, una risata tirata, esagerata. Un secondo di distrazione (mamma e/o papà guardano il telefono, la TV, parlano,…) e, in un attimo, un momento di giubilo si trasforma in una TRAGEDIA serale: il piccolo di casa ne combina una delle sue (lancia oggetti, prende a calci qualcosa di delicato, inizia a saltarti addosso e ti fa male, fa male al fratellino/sorellina,

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“IL BAMBINO AMA L’ADULTO SOPRA OGNI COSA … MA L’ADULTO PASSA DAVANTI A QUESTO MISTICO AMORE SENZA RICONOSCERLO”

Il bambino ama l’adulto sopra ogni cosa, mentre al contrario si è soliti dire: “Quanto è amato il bambino dai genitori!”. Si dice anche dei maestri: “Quanto sono amati i bambini dai maestri!”. Si sostiene che bisogna insegnare ai bambini ad amare, amare il padre, la madre, i maestri, tutti gli uomini, gli animali, le piante, tutte le cose. Ma chi insegna loro tutto ciò? Chi sarà maestro d’amore? Sarà forse colui che chiama capricci tutte le manifestazioni infantili e che pensa a difendersi dal bambino e a difendere tutto

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RIDERE E PIANGERE

“Tutti i sentimenti, sia quelli dolorosi che quelli gioiosi, sono un DONO; mi mostrano che sono vivo e questo è bello e vero. Penso che l’obiettivo della nostra vita non sia quello di essere sempre felici, ma di ridere tutte le nostre risate e di piangere tutte le nostre lacrime. Ogni sentimento che si manifesta in me mi segnala che sono vivo e collegarmi alla vita in me è sempre un dono.” Marshall B. Rosemberg, “Preferisci avere ragione o essere felice?”, 2014

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IL PECCATO ORIGINALE: “Smettila di fare così o mi arrabbio!”

“Smettila di fare così o mi arrabbio”, intima un genitore al figlio piccolo. “Mi stai deludendo!”, dice la nonna al nipote adolescente. “Tu mi hai ferito!”, piange il fidanzato alla ragazza durante un litigio…. e di esempi ne potrei scrivere a iosa! Una delle principali cause di malessere che riscontro ogni giorno nel mio lavoro è l’idea che siano gli altri a creare i nostri sentimenti: da un lato, attribuiamo agli altri la responsabilità del nostro malessere e, dall’altro, per riflesso, ci sentiamo responsabili del malessere degli altri! EPPURE, uno

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TI AMO, TI VOGLIO BENE, TI ADORO!

Ti amo, I love you, Je t’aime, Te amo, … … ogni lingua ha la sue parole uniche, diverse, speciali per esprimere amore e affetto;… parole preziose, parole ponte tra due cuori, parole che fanno sentire al sicuro! Mai avrei pensato di leggere online commenti sulla “pericolosità” di tali parole se sussurrate teneramente nella relazione genitore-figlio. Un’amica, poche settimane fa, mi chiese, infatti, un parere professionale in merito al presunto “danno” che potrebbe arrecare un genitore al proprio pargolo dimostrandogli affetto con un “ti amo”. Che danno potrebbero mai fare

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QUANDO SARO’ GRANDE VOGLIO ESSERE UN BAMBINO

“QUANDO SARO’ GRANDE VOGLIO ESSERE UN BAMBINO” ma affinché ciò possa accadere è necessario che i bambini vivano la propria infanzia, senza dover fare gli adulti! A., una giovane universitaria in psicoterapia, mi scrive:“In questi giorni più volte ho ricordato la piccola A. Una bambina cosi forte, sorridente, ingenua, spontanea, sicura, stupida in modo simpatico, giocherellona, furba, determinata, una bimba che si amava tanto e soprattutto una bimba che amava la vita, amava vivere e che riusciva sempre a prendere il bello, il lato positivo anche nelle situazioni peggiori.La A.

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FILASTROCCA DEL FIGLIO PERFETTO

C’era una mamma, una madre madrona,la mano a saetta, la voce che tuona.Più che un bambino voleva un soldatoMa poi crebbe un hippie tutto arruffato. C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,di libertà ne lasciava una goccia,le nacque una bimba paracadutistaadesso è una stuntman professionista. C’era una mamma vegana e pittrice,viveva di tofu col figlio, felice.“Quanti bei posti dipingerai?”Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich. Filastrocca del figlio perfettoScolpito, pensato come un angiolettoTu lo volevi un po’ simile a tee invece “sorpresa!” decide da sé.

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MIO FIGLIO E’ MALEDUCATO, IO GLI PRESTO COMPETENZA

Primo anno di liceo, secondo giorno di scuola, un ragazzino dimentica a casa la mascherina: è in panico, non lo fanno entrare, ha paura del giudizio di compagni e docenti. Prova a chiamare la madre al telefono ma non riceve risposta. La sua agitazione aumenta e, di getto, scrive il seguente messaggio alla mamma: “Porca p……, dove caxxo sei, non mi hai dato la mascherina, non entro. Ciao!” La madre, giustamente, nel leggere il seguente messaggio si sente mancare di rispetto, prova rabbia, tristezza e delusione… Siamo a un bivio:

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MIO FIGLIO E’ MAL-EDUCATO!

“Dottoressa, che faccio? Non so più cosa fare con mio figlio, è un gran maleducato, dice parolacce, è impertinente e prepotente, picchia e non sta fermo un attimo!”. Uh, che quesito complesso! Dinnanzi a una simile richiesta non posso che rispondere porgendo anch’io qualche domanda: Quanti anni ha il figlio?E’ “maleducato” (se così vogliamo chiamarlo) solo con lei o anche con altri? Lo è sempre o solo in particolari contesti o momenti della giornata? Lo è sempre stato o ha ravvisato un cambio del comportamento solo nell’ultimo periodo? Che comportamenti

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MAYDAY MAYDAY: MIO FIGLIO E’ IN CRISI EMOTIVA, CHE FACCIO?

Qualche settimana fa, sotto al mio post sulla 𝗱𝗶𝘀𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮, si sono scatenate le domande. Una su tutte: “Come posso aiutare il mio bambino in un momento di crisi?“ Rispondo con questo post, sperando di non deludere le aspettative perché, seppur mi piacerebbe molto poter rassicurare tutti con una soluzione magica, io non so e non posso dirTi come aiutare il TUO bambino in un momento di forte crisi emotiva: 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘰𝘯𝘰 𝘮𝘦𝘵𝘰𝘥𝘪 𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘪𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘢𝘭𝘨𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪! 𝗖𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 (il bambino e la situazione) è il primo passo per

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DISREGOLAZIONE EMOTIVA: BAMBINI E ADULTI

Un bambino è stanco, nervoso, agitato, evidentemente sovra-eccitato; sembra felice, salta e ride… sì, ride ma non è un sorriso di felicità, è un ridere che potrebbe essere un pianto, una risata tirata, esagerata. Un secondo di distrazione (mamma e/o papà guardano il telefono, la TV, parlano,…) e, in un attimo, un momento di giubilo si trasforma in una TRAGEDIA serale: il piccolo di casa ne combina una delle sue (lancia oggetti, prende a calci qualcosa di delicato, inizia a saltarti addosso e ti fa male, fa male al fratellino/sorellina,

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“IL BAMBINO AMA L’ADULTO SOPRA OGNI COSA … MA L’ADULTO PASSA DAVANTI A QUESTO MISTICO AMORE SENZA RICONOSCERLO”

Il bambino ama l’adulto sopra ogni cosa, mentre al contrario si è soliti dire: “Quanto è amato il bambino dai genitori!”. Si dice anche dei maestri: “Quanto sono amati i bambini dai maestri!”. Si sostiene che bisogna insegnare ai bambini ad amare, amare il padre, la madre, i maestri, tutti gli uomini, gli animali, le piante, tutte le cose. Ma chi insegna loro tutto ciò? Chi sarà maestro d’amore? Sarà forse colui che chiama capricci tutte le manifestazioni infantili e che pensa a difendersi dal bambino e a difendere tutto

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RIDERE E PIANGERE

“Tutti i sentimenti, sia quelli dolorosi che quelli gioiosi, sono un DONO; mi mostrano che sono vivo e questo è bello e vero. Penso che l’obiettivo della nostra vita non sia quello di essere sempre felici, ma di ridere tutte le nostre risate e di piangere tutte le nostre lacrime. Ogni sentimento che si manifesta in me mi segnala che sono vivo e collegarmi alla vita in me è sempre un dono.” Marshall B. Rosemberg, “Preferisci avere ragione o essere felice?”, 2014

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IL PECCATO ORIGINALE: “Smettila di fare così o mi arrabbio!”

“Smettila di fare così o mi arrabbio”, intima un genitore al figlio piccolo. “Mi stai deludendo!”, dice la nonna al nipote adolescente. “Tu mi hai ferito!”, piange il fidanzato alla ragazza durante un litigio…. e di esempi ne potrei scrivere a iosa! Una delle principali cause di malessere che riscontro ogni giorno nel mio lavoro è l’idea che siano gli altri a creare i nostri sentimenti: da un lato, attribuiamo agli altri la responsabilità del nostro malessere e, dall’altro, per riflesso, ci sentiamo responsabili del malessere degli altri! EPPURE, uno

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Elvira Ripamonti Psicoterapeuta

dottoressa

elvira ripamonti

Vorrei essere di aiuto a chiunque abbia la necessità di comprendere, affrontare o prevenire situaizoni di disagio emotivo, stress o sofferenza psichica.

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per ascoltare

il quoziente emotivo

“Nutrire il quoziente intellettivo dei nostri figli non basta.
Dobbiamo occuparci (anche) del loro quoziente emotivo."

I. Filliozat, 2001