ALLE EMOZIONI NON SI COMANDA

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“Non essere triste”, “Non piangere”, “Stai calmo”, “Non gridare”, “Non ci pensare”, “Non essere arrabbiato”, sono tutte frasi che troppo spesso PURTROPPO diciamo o ci siamo sentiti dire ma che non fanno altro che alimentare il senso di SOLITUDINE e INCOMPRENSIONE del soggetto triste, deluso, arrabbiato, ect.
Perché, talvolta, è così difficile vivere e stare davanti a qualcuno che prova tristezza/delusione/rabbia/frustrazione/gelosia?
Sono forse queste emozioni meno (socialmente) accettabili della gioia/serenità/appagamento/soddisfazione?
Quando abbiamo imparato che ci sono emozioni di serie A ed emozioni di serie B? A che prezzo?
Le emozioni sono semplicemente EMOZIONI: NON CI SONO EMOZIONI MIGLIORI O PEGGIORI DI ALTRE! NON CI SONO EMOZIONI GIUSTE ED EMOZIONI SBAGLIATE!
ALLE EMOZIONI NON SI COMANDA!
Se non impariamo a riconoscere il valore di TUTTE le emozioni come possiamo pretendere di capire cosa succede in noi e in chi ci sta vicino?
Ascoltiamoci, ascoltiamo ciò che stiamo vivendo, NON NEGHIAMO o REPRIMIAMO il dolore nostro o di altri (soprattutto quello dei nostri figli), altrimenti poi diventiamo “nervosi”, “insonni”, “ansiosi” e diventiamo vittime di noi stessi!
Piangi, piangi pure, piangi anche tutte le lacrime che non hai potuto versare da bambino perché ti dicevano che erano solo “capricci” e se mai troverai qualcuno che saprà stare dinnanzi a Te anche nella sofferenza, rispettando il tuo dolore, beh in un attimo tutto Ti sembrerà meno pesante!

Impariamo ad ascoltarci per ascoltare i nostri figli, amici, parenti.

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