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“DOTTORESSA MA LEI NON PERDE MAI LA PAZIENZA?”

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Più volte mi è capitato di sentirmi porre questa domanda da pazienti talvolta affaticate da dinamiche familiari non sempre facili e, al termine di un weekend anche per me un po’ burrascoso, ci tengo allora a condividere alcune riflessioni.
Ebbene sì, come anche i medici ci ammalano, anche gli psicologi non sono esenti da momenti di sconforto o tensione.
Poche parole dette male o al momento sbagliato possono causare forti tensioni, soprattutto in famiglia. Quello che è iniziato come un ordinario scambio di informazioni può rapidamente degenerare in uno scontro verbale, più o meno acceso, ma perché?
Perché, ahimè, alla base di quasi tutte le discussioni c’è un malcelato BISOGNO DI RICONOSCIMENTO o AUTOAFFERMAZIONE che porta a incolpare l’altra persona della nostra frustrazione.
Attenzione, però, non ci arrabbiamo mai a causa di qualcosa che qualcun altro ha fatto o detto perché, come spiega bene Rosenberg, il comportamento altrui può essere solo uno stimolo per i nostri sentimenti MA non può esserne la causa!
Non ci arrabbiamo mai a causa di qualcosa che qualcuno altro ha fatto: quello è lo stimolo! La CAUSA è sempre dentro di noi, in quello che Lacan ha chiamato il nostro FANTASMA INCONSCIO che si è strutturato fin dai primi giorni di vita che ci fa vedere e interpretare il mondo in un modo piuttosto che in un altro.
In una società abituata a servirsi del senso di colpa come di un mezzo per controllare le persone, però, è facile essere indotti a confondere lo stimolo esterno (il comportamento altrui) con la causa delle nostre emozioni interne.
Laddove, infatti, il senso di colpa è usato come tattica di manipolazione e di coercizione anche dai genitori sui figli, il sentimento di inadeguatezza che ne consegue alla prima frustrazione può essere devastante e portare a liti furenti.
I bambini che si sentono dire, per esempio, “La mamma e il papà sono tristi o si arrabbiano se Ti comporti così” sono indotti a credere sia il loro comportamento la causa del dolore dei genitori. E allora non è infrequente che che poi, una volta, adulti, nei rapporti di coppia escano frasi del tipo: “Mi hai davvero deluso quando… “, “Mi fai arrabbiare quando…”, “Comportandoti in quel modo mi ferisci “.
Il primo passo verso la pacificazione dopo una discussione, allora, è la conoscenza di sé, ovvero un percorso di presa di consapevolezza del proprio fantasma, delle proprie dinamiche familiari nell’infanzia.

Conoscerci è il primo passo per star bene anche con gli altri!

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