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PRECISAZIONE DOVEROSA: DISCIPLINA DOLCE NON È ANARCHIA, NÈ LASSISMO!

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Nelle ultime settimane, mi è giunta voce di una certa confusione in merito al mio approccio lavorativo, al mio modo di essere genitore e, di conseguenza, in merito ad alcuni post pubblicati di recente su questa pagina (in particolare, quello intitolato “Lasciate che i bambini sorridano quando li sgridate”).
E, allora, quale occasione migliore per fare un po’ di chiarezza?
Disciplina Dolce NON è sinonimo di anarchia, né di lassismo!
No, per fortuna, Disciplina Dolce NON significa lasciar fare ai bambini qualsiasi cosa vogliano in qualsiasi momento perché, ahimè, non tutti i comportamenti sono socialmente ammessi, seppur non neghi che, se ci si ferma a riflettere, i comportamenti “da bandire” nei primi anni di vita non siano poi effettivamente così tanti!
Disciplina Dolce significa entrare nell’ottica che se effettivamente ci siano comportamenti non ammessi, le EMOZIONI alla base di qualsiasi comportamento sono SEMPRE legittime: non esistono emozioni giuste o sbagliate, anche le emozioni più faticose di rabbia, dolore, gelosia o tristezza sono legittime e degne di essere riconosciute dall’adulto.
Sì, i bambini hanno BISOGNO di sentire che tutte le emozioni che provano sono sempre riconosciute e legittimate dagli adulti che si prendono cura di loro. Sono i comportamenti che non sono tutti ammessi e per la cui selezione è importante la guida adulta che indica cosa è socialmente consentito e cosa no.
La Disciplina Dolce non è una mia invenzione, né una mia fissa, né tanto meno una moda (ebbene sì, qualcuno ha osato definirla tale ). La DD è oggi un modalità psico-educativa che si basa su FORTI evidenze scientifiche (basti pensare all’epigenetica).
Le neuroscienze, negli ultimi decenni, hanno fatto passi da gigante nello spiegare il funzionamento del cervello dei bambini in rapporto al quale non si può più sentire dire “per me, è così”, “per me, è cosa “, “ai miei tempi si faceva”, o altre frasi simili. Non siamo tutti scienziati, né medici, né psicologici o pedagogisti e il “buon senso” non sempre è così BUONO come si immagina!
Alcune modalità di funzionamento del cervello dei bambini sono contro-intuitive ma non possiamo risolvere la ns dissonanza cognitiva a discapito delle future generazioni. Se i genitori della scorsa generazione, magari in buona fede, hanno messo in atto nei ns confronti comportamenti poco rispettosi dei BISOGNI dei bambini e “noi siamo venuti grandi lo stesso” non vuol dire che non ci si possa comunque migliorare! Alla fine, anche in ambito medico, oggi non ci curiamo più come nei anni ’50 e nessuno si sognerebbe neppure di farlo e allora perché dobbiamo crescere i nostri figli come hanno fatto i nostri genitori senza provare a metterci in discussione?

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