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DIRE, FARE, TOCCARE (OVVERO ESSERE BAMBINI) AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

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Come ben spiega Alberto Oliverio nel suo libro “Il cervello che impara. Neuropedagogia”, nel corso del suo processo evolutivo il bambino ha BISOGNO di fare esperienze TATTILI E MOTORIE, oltre che RELAZIONALI, affinché si sviluppino quelle aree senso-motorie del cervello che rappresentano il punto di partenza per la maturazione dei centri superiori, quali quelli del linguaggio e del pensiero astratto. Giocare all’aperto, giocare con i pari, toccare, costruire e distruggere sono processi necessari per un sano sviluppo psico-fisico del bambino, soprattutto nei primi anni di vita…ma, come conciliare tale esigenza con l’attuale situazione pandemica in corso in tutto il mondo? Come favorire, far crescere ma soprattutto non disperdere le “intime connessioni” necessarie alla crescita armonica di un bimbo al tempo del coronavirus? Ne parliamo in collaborazione con Tata Lucia, mamma ed educatrice in formazione, nonché titolare di Semi di Felicità.

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