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RINUNCIATE AD EDUCARE UN BIMBO STANCO E ACCOMPAGNATELO A RIPOSARE

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A quale genitore non è capitato di andare in cortocircuito educativo dinnanzi a un bimbo stanco?
Un bimbo stanco (soprattutto in età prescolare) fatica a rispettare le regole, fatica ad ascoltare ciò che gli si dice e facilmente piange appena non può fare ciò che vuole (e, talvolta, piange pure se lo si lascia fare).
Un bimbo stanco ha BISOGNO che l’adulto non si intestardisca sulla regola, facendola rispettare a qualsiasi costo ma ha bisogno che l’adulto riesca a cogliere il suo DISAGIO (la stanchezza), accogliendolo e non esasperandolo.
La stanchezza esaspera i “capricci” (termine impreciso e che odio ma che ben rende l’idea a tutti i lettori) dei bambini ma, al contempo, esaspera anche i genitori perché rischiano di sentire che il figlio non li ascolta attivando così un pericoloso circolo vizioso che porta a giustificare la violenza (verbale o, peggio ancora, fisica) in nome dell’educazione… cadendo nel nefasto tranello ideologico che solo un’educazione severa fa del piccolo essere un vero uomo .
Esempio concreto:
Bimbo di 2 anni, che ha saltato la nanna pomeridiana (per i più svariati motivi) e all’ora di cena non ne vuole sentire di mettersi a tavola, gioca nervosamente e al richiamo (per quanto amorevole) scoppia a piangere e/o si butta per terra battendo mani e piedi. Che fare? Tenere in degna considerazione la stanchezza e valutare se si può trovare un rapido compromesso per la cena o addirittura saltarla accompagnando il bimbo a riposare, traendone un importante insegnamento per la prossima volta (magari anticipando la cena al tardo pomeriggio).
Altrimenti? Altrimenti nulla. La stanchezza toglie lucidità al bambino che rischia di mettere un muro a tutte le proposte dell’adulto, il quale sentendosi in scacco rischia facilmente di alzare la voce, cedere a ricatti o minacce e, nella frustrazione, persino lasciarsi andare a uno scappellotto, apparentemente tanto innocuo quanto nocivo per un sano sviluppo emotivo del piccolo.

Affiniamo la nostra capacità di OSSERVARE i bambini per scegliere SAGGIAMENTE quali battaglie sono degne di essere combattute

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