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QUARANTENA E GENITORIALITÀ: IL RISCHIO DI UN DOLOROSO CONFRONTO

img il rischio

Il protrarsi della “reclusione” in casa con i figli, inevitabilmente, mette sempre più in discussione il proprio essere genitori.
Ogni sera, a fine giornata, ci si interroga (più di prima) sul proprio operato di madre o padre: Potevo stimolarlo maggiormente?
Potevo gestire diversamente una crisi?
L’ho “parcheggiato” troppo davanti a uno schermo (tv, tablet o cellulare)?
Potevo cucinargli cibi più salutari?
Potevo, potevo, potevo ….

Gli interrogativi che ci possiamo fare in questo periodo come genitori sono veramente tanti, forse troppi…

Alcuni interrogativi sul nostro essere genitori sufficientemente adeguati ci sorgono sovente anche dal vedere in rete o qui, sulla propria bacheca di facebook, i post di altri, madri o padri, che propongono mille interessanti attività al proprio figliuolo, scoprendosi improvvisamente educatori professionali dalle infinite risorse creative o culinarie.
Ma veramente il nostro essere buoni genitori si misura sulla quantità di proposte creative offerta ai piccoli di casa?
Veramente, per sentirci a posto con la nostra coscienza dobbiamo, per forza, ricreare un piccolo asilo in casa trovando il tempo per farli dipingere con le tempere, gli acquarelli o i pastelli a cera, oppure creare fantastici lavoretti con la pasta di sale, la sabbia cinetica o lo slime?
Ora, non voglio dire che tutte queste non siano attività interessanti o certamente stimolanti per piccoli esseri in crescita, anzi! Per chi ha disponibilità di tempo, materiali e voglia di mettersi in gioco, ben venga! Ma non cadiamo nel tranello di credere che tutto ciò sia INDISPENSABILE e SUFFICIENTE per un sano sviluppo psicofisico del piccolo d’uomo.

Tutto ciò che serve a un bambino, soprattutto nei primi anni di vita, è la VICINANZA EMOTIVA di mamma e papà.
È sentirsi AMATI e PENSATI!
Quindi, se anche dobbiamo fare smart-working, gestire una casa e magari pure accudire un parente anziano che non può uscire e non troviamo il tempo, modo anche per vestire i panni del perfetto educatore non sentiamoci in colpa: ognuno fa il meglio di ciò che può!

L’importante è coltivare la RELAZIONE, mostrandoci sufficientemente calmi, sicuri e protettivi nei confronti dei nostri figli! Cercando di gestire al meglio le loro costanti e sane richieste d’attenzione! Non arrabbiamoci troppi se ci chiamano cinquecento volte in un solo giorno!
Stiamo vivendo un momento storico “particolare”, già di per sé carico di molteplici emozioni contrastanti, non sovraccarichiamoci inutilmente di pericolosi sensi di colpa se non riusciamo a essere il genitore perfetto che avremmo in mente per i nostri piccoli, usiamo clemenza anche con noi stessi:
perdoniamoci a priori se lasciamo magari accesa la TV più di quanto faremmo normalmente;
perdoniamoci se sovvertiamo semplici regole di vita domestica alla quali avevamo fatto giuramento di fedeltà (per esempio: non mangiare sul divano, non mangiare fuori pasto, non saltare sul letto….): le regole devono essere un aiuto per la vita, non una condanna! Se ora, alcune regole sono “superate”, va bene così… a tempo debito, ogni cosa tornerà al suo posto!
E ricordate, l’erba del vicino è sempre più verde… ma sui social, ciò è amplificato e i filtri tecnologici si sommano ai nostri filtri interni che ci fanno percepire come più splendente la vita dei nostri amici rispetto alla nostra!

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