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STRESS GENITORIALE

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Sono cresciuta in un paesino dell’alta Brianza, in una famiglia “tradizionale” abbastanza numerosa con un padre lavoratore e una madre che faceva da spalla a tutti barcamenandosi tra l’ufficio di papà e la gestione di tre figlie vicinissime d’età, con mille impegni da incastrare tra la pulizia della casa e le incombenze scolastiche di tre bimbe.
Dalla nascita del mio primo bimbo, però, c’è una domanda che continua a frullarmi in testa: “Come avrà fatto mia madre con tre figlie a non impazzire?”
Come genitore, infatti, nonostante abbia solo un bimbo, faccio ancora fatica a conciliare serenamente l’agenda familiare con l’agenda lavorativa: faccio fatica a trovare l’equilibrio perfetto tra la passione per il mio lavoro e il desiderio di stare con il mio piccolo, fisicamente e mentalmente.
Durante la mia gravidanza, mi raccontavo che avrei ripreso subito a lavorare iscrivendo il piccolo in un asilo nido, perché “così fanno tutti” e “perché non ho studiato dieci anni per fare solo la mamma”.
Dal primo momento che ho preso in braccio il mio bimbo, tuttavia, tutto è cambiato: tutte le mie certezze sono crollate e il desiderio di stare il più possibile con lui mi ha mandato in cortocircuito. Il primo anno da madre è stato così caratterizzato da un intenso conflitto interno che mi ha affaticato molto emotivamente: da un lato, sapevo e sentivo che il mio bimbo aveva BISOGNO di me (perché io ero la sua mamma e le ricerche psicologiche ben dicono che nei primi 9/12 mesi la presenza fisica della madre è fondamentale per la serenità del cucciolo di mammifero); dall’altro lato, sentivo colleghe senza figli che continuavano la loro ascesa professionale con un briciolo di invidia e frustrazione personale.
Prima di diventare madre, avevo una vita intensa e pensavo che la frenesia fosse perfetta per me, per il mio carattere. Poi, la stanchezza per la privazione del sonno e la mia fatica a gestire casa e bimbo, mi hanno interrogato sulla mia reale capacità di essere multitasking: improvvisamente, sembrava che non fossi più capace di organizzarmi e darmi una corretta lista di priorità di cose da fare.
Ho così scoperto che, in questa società, crescere ed educare i figli affinché diventino adulti sereni e sicuri di sé è fonte di stress:
è stressante poiché ci si interroga costantemente sul proprio operato (“Starò facendo bene? E’ un bimbo felice?”);
è stressante perché, nonostante si sia diventati genitori, si vorrebbe continuare a vivere la stessa vita di prima vivendo con frustrazione ciò che non si può più fare come coppia (organizzare tutti i weekend, andare dall’estetista o in palestra come prima, …);
è stressante perché non si vuole perdere nulla a livello lavorativo, si vorrebbe continuare a essere performanti e presenti come prima;
è stressante perché ci vogliono far credere che un figlio non ti deve cambiare la vita… e se ti cambia è perché sei Tu che non sai tenere insieme tutti i pezzi del puzzle!

Oggi però vorrei gridare al mondo che AVERE DEI FIGLI E’ MERAVIGLIOSAMENTE STRESSANTE!

E’ stressante perché i figli sono la parte più preziosa della nostra vita!

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