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LA COLLERA (parte 1)

Elvira Ripamontipsicologa psicoterapeuta
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“Cucciolo, andiamo è ora … dobbiamo salire in macchina!”
“Nooooooooo !!!”
Pianti, urla e muscolatura del corpo rigida come un legnetto impossibile da piegare senza fargli del male (anche volendo forzare la mano).
A chi non è capitato di sentirsi in scacco da una reazione oppositiva del figlio?
Quanti genitori hanno sofferto, ai giardini o al supermercati, quando il figlioletto protestava battendo i piedi davanti allo sguardo attonito degli altri adulti presenti?
Tuttavia, i genitori non possono aspettarsi che un bambino (di qualsiasi età, o perlomeno da un anno in poi) accetti la sua sorte senza protestare. Anzi, (da genitore) sarebbe auspicabile sentirsi a disagio dinnanzi a un bimbo subito pronto ad annullare il suo desiderio per noi … un simile comportamento, infatti, potrebbe essere la “giusta” premessa di un adolescente e poi adulto perennemente indeciso che fatica a sapere ciò che vuole o, peggio ancora, incapace di capire come muoversi per raggiungere i suoi obiettivi, lasciando così dirigere la sua vita da altri (di cui avrà sempre bisogno per prendere decisioni).
Quando un bambino insiste, grida, urla, fa una scenata per toccare qualcosa (da piccolino) o avere un gelato (negli anni successivi) afferma il suo DESIDERIO e ciò è molto importante.
Naturalmente, sono situazioni faticose per i genitori stanchi della loro giornata ma reagire in modo violento all’agitazione del bambino rischia di trasmettergli l’idea che l’espressione della collera è pericolosa.

IL BAMBINO NON HA SEMPRE BISOGNO DI VEDERE SODDISFATTI I SUOI DESIDERI, VUOLE SOLO CHE SIANO RICONOSCIUTI, CHE LE SUE EMOZIONI SIANO CAPITE.
I BAMBINI NON VANNO ADDOMESTICATI NE’ DOMATI, NON SONO NE’ CANI NE’ ANIMALI SELVATICI MA SONO SOGGETTI DI PAROLA CON BISOGNI E DESIDERI.

Quando un bambino si adira perché non può fare qualcosa, la sua rabbia (emozione) gli permette di ritrovare il suo equilibrio e, di conseguenza, di accettare la frustrazione.
Compito del genitore: accettare e accogliere la collera del figlio, senza rimprovero ma anzi con amore e pazienza.

"Non si tratta di andare avanti, ma di attraversare il dolore con presenza, parole e relazioni sicure."
Elvira Ripamonti
l’autrice
Elvira Ripamonti

Psicologa e psicoterapeuta a Lecco. Accompagno persone e famiglie nell’elaborazione del lutto e nella gestione della perdita, in studio e online.

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