A seguito delle numerose domande che ricevo, provo a dire qualcosa di più sulla sessualità dei bambini. Tutti i bambini, presto o tardi, iniziano a mostrare un certo interesse per i genitali. Più o meno in concomitanza con lo spannolinamento, già a partire dal secondo anno di età, cominciano a esplorare il proprio corpo.
È un comportamento del tutto normale
I maschietti giocano con il proprio pene e, toccandosi, possono sperimentare le prime erezioni, sorridendo compiaciuti per la nuova sensazione. Le bambine scoprono la vagina e, come spiega il pediatra Brazelton, possono persino introdurvi degli oggetti, come parte della normale esplorazione. Lo stesso Brazelton rassicura i genitori: “Non devono preoccuparsi quando una bambina cerca per la prima volta di inserire un oggetto in vagina, perché non rischia di farsi male o di lacerare l’imene”. L’esplorazione e i primi tentativi di autoerotismo sono del tutto normali nella prima infanzia.
Perché lo fanno
Dietro a questi comportamenti c’è una doppia valenza: da un lato una fisiologica esplorazione del proprio corpo; dall’altro, spesso, un metodo di autoconsolazione che aiuta il bambino ad allentare le tensioni che sente intorno a sé. Come la suzione del pollice, il dondolio o il battere la testa, anche l’autoerotismo può essere un modo per scaricare la tensione accumulata, tipicamente alla fine della giornata.
Cosa fare quando un bambino si tocca
La risposta, nella maggior parte dei casi, è: nulla. Non bisogna dare rilievo al comportamento, non mostrare disapprovazione né cercare di inibirlo. Frasi come “non toccarti il pisellino”, “tira fuori le mani dalle mutandine” o “guarda che se continui ti si stacca” non aiutano: poiché questo comportamento normale è stato spesso additato come vergognoso, molti adulti provano imbarazzo e tendono a disapprovarlo, senza accorgersi che così non fanno altro che incuriosire ancora di più il bambino, che continuerà la sua esplorazione semplicemente nascondendosi dallo sguardo giudicante.
Se il bambino si tocca in pubblico, conviene accostarsi a lui con delicatezza, assicurargli che indagare il proprio corpo è del tutto normale, ma spiegargli che si tratta di una cosa intima, da riservare a un luogo privato; se siamo in casa, possiamo proporgli di spostarsi nella sua cameretta. Se lo notiamo teso, possiamo confortarlo tenendolo tranquillamente in braccio e dondolandolo: ogni genitore sa come rilassare il proprio cucciolo.
Quando l’autoerotismo è “troppo”
Si può parlare di eccesso quando il bambino si apparta per masturbarsi anche quando ci sono altre cose interessanti da fare, quando (soprattutto dopo i 3-4 anni) lo fa in pubblico per provocare una reazione negli adulti, o quando il comportamento interferisce in modo significativo con le altre attività. In questi casi può essere il segnale di uno stato di tensione. Come scrive Brazelton: “Mi preoccuperei se la masturbazione fosse eccessiva e il bambino evitasse di partecipare ad attività interessanti […]. È uno schema costante adottato per affrontare lo stress? Forse il bambino dovrebbe essere sottoposto a un controllo psicologico […]. È stato sottoposto a un esame delle urine? Se si tratta di una bambina, è per caso affetta da vaginite?”. Possono infatti esserci anche cause fisiche.
Se percepiamo un “troppo” nel comportamento del figlio, è sempre opportuno parlarne con il proprio pediatra e/o chiedere un consulto a uno psicologo dell’età evolutiva. E, soprattutto, vale la pena interrogarci sulle pressioni che possiamo esercitare noi in altre circostanze — durante i pasti, nell’apprendimento delle buone maniere, nell’uso del vasino. Il bambino crescerà e troverà modi alternativi per liberarsi della tensione; se proviamo fastidio per le sue esplorazioni, faremo bene a imparare a rilassarci e a non commentare troppo, per non comunicargli che quella parte del corpo è oggetto di un’attenzione speciale.
Domande frequenti
A che età i bambini iniziano a esplorare i genitali?
Più o meno con lo spannolinamento, già dal secondo anno di età.
L’autoerotismo nella prima infanzia è normale?
Sì: è esplorazione fisiologica del corpo e, spesso, un modo per scaricare la tensione.
Cosa dire se mio figlio si tocca in pubblico?
Con delicatezza: che è normale, ma è una cosa intima da fare in un luogo privato.
Quando devo preoccuparmi?
Se è molto frequente e interferisce con le altre attività: meglio parlarne con il pediatra ed eventualmente con uno psicologo dell’età evolutiva.



