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La timidezza: Un giudizio, un’etichetta appiccicataci da altri!!!

Elvira Ripamontipsicologa psicoterapeuta
img è timido

Gli adulti chiamano timidezza i pochi minuti che la maggior parte dei bambini (NORMALMENTE) impiega prima di stabilire un contatto.
La domanda “è timido?” è più frutto del disagio dell’ADULTO dinnanzi a un bambino che non sa ancora rispettare i codici sociali, piuttosto che di un reale disagio del bambino.
Un “buongiorno”/”ciao” che non arriva subitissimo mette in crisi l’adulto ma si dà del timido al bambino!
NON LASCIATE CHE QUESTA ETICHETTA SI APPICCICHI A VOSTRO FIGLIO per non fargli pensare di non essere normale, rendendolo timido per davvero!!!
Se qualcuno gliela incolla addosso, ribattete: “No, ha solo bisogno di tempo per fare conoscenza!”
Lacan (psicoanalista francese) diceva che siamo “parlati” prima ancora che “parlanti”: PRESTIAMO ATTENZIONE A COSA DICIAMO E DICONO DEI NOSTRI FIGLI: LE PAROLE COSTRUISCONO LA REALTA’!
Isabell Filliozat scrive: “Ogni bambino ha bisogno di un certo periodo per assimilare ciò che accade e sentirsi al sicuro. Forse è più piacevole per gli adulti vedere i bambini che salutano senza stare attenti alle persone con cui hanno a che fare, ma è un segno di sottomissione più che di responsabilità e di vera e propria cortesia”.

"Non si tratta di andare avanti, ma di attraversare il dolore con presenza, parole e relazioni sicure."
Elvira Ripamonti
l’autrice
Elvira Ripamonti

Psicologa e psicoterapeuta a Lecco. Accompagno persone e famiglie nell’elaborazione del lutto e nella gestione della perdita, in studio e online.

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