Elvira Ripamonti, psicologa psicoterapeuta a Lecco

Elvira
chi sono

Accompagno le persone nei passaggi che spaventano.

Sono psicologa e psicoterapeuta. Da anni lavoro accanto a chi attraversa la perdita, la crisi o un cambiamento: non offro miracoli, ma la forza per affrontare il quotidiano.

psicologa · psicoterapeuta · Lecco
il mio approccio

Una relazione sicura, prima di ogni tecnica.

Credo che la cura nasca dall’incontro. Prima degli strumenti viene la relazione: uno spazio in cui sentirsi accolti senza giudizio, dove anche le emozioni più difficili possono essere dette.

Lavoro con ascolto, parola e presenza, rispettando i tempi di ciascuno. Non si tratta di andare avanti a ogni costo, ma di attraversare ciò che fa male senza restare soli.

Ascolto
senza fretta
Presenza
autentica
Rispetto
dei tuoi tempi
di cosa mi occupo

Le aree del mio lavoro.

01

Lutto e perdita

Accompagnamento nell’elaborazione del lutto, anche perinatale e improvviso.

02

Trauma in età evolutiva

EMDR per bambini e adolescenti; relazioni di attaccamento e neurodivergenze.

03

Ansia e regolazione emotiva

Strumenti per riconoscere e gestire il sovraccarico emotivo del quotidiano.

04

Sostegno alla famiglia

Genitori e figli di fronte alla malattia, alla perdita e al cambiamento.

05

Death education

Parlare di morte a bambini e ragazzi, in famiglia e a scuola, con presenza.

06

Gruppi e formazione

Incontri per scuole, insegnanti e professionisti dell’aiuto.

la mia storia

Chi sono?

Domanda semplice solo in apparenza. Perché ogni volta che provo a rispondere mi accorgo che qualsiasi definizione rischia di essere contemporaneamente vera e incompleta.

Sono psicologa e psicoterapeuta, iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia n. 14336. Mi occupo da anni di trauma psicologico, età evolutiva, relazioni di attaccamento, neurodivergenze, lutto e regolazione emotiva. Sono practitioner EMDR per adulti, bambini e adolescenti, consulente specializzata nel lutto e nel trauma in età evolutiva con certificazione internazionale, Sandtray EMDR Specialist e Attachment-Focused EMDR Specialist.

Ma se dovessi dire davvero da dove nasce il mio modo di stare nella cura, probabilmente dovrei partire molto prima dei titoli professionali. Dovrei partire dalla perdita di mio padre durante la mia giovinezza. Da un dolore che, come accade spesso, non attraversa soltanto una storia personale, ma modifica profondamente il modo di guardare gli esseri umani, la fragilità, i legami e il bisogno di sentirsi al sicuro nelle relazioni.

E dovrei inevitabilmente passare anche attraverso la malattia e la morte di mia sorella Francesca, esperienza che ha intrecciato in modo ancora più profondo la mia vita personale con il mio lavoro clinico. In quei mesi mi sono ritrovata, contemporaneamente, sorella, madre e terapeuta. E mentre attraversavamo il fine vita, mi colpiva osservare quanto lo sguardo degli adulti andasse continuamente ai bambini: a mia nipote e a mio figlio, coetanei, separati da appena quattro mesi di età.

Le domande che tornavano più spesso non riguardavano soltanto la malattia di mia sorella, ma loro: come stare accanto ai bambini dentro un’esperienza così grande? Quanto dire? Come dirlo? Come proteggerli senza lasciarli soli emotivamente dentro qualcosa che inevitabilmente percepivano già?

Credo sia stato anche attraverso quell’esperienza che ho compreso ancora più profondamente una convinzione che oggi attraversa tutto il mio lavoro clinico e divulgativo: i bambini non hanno bisogno di essere protetti dalla verità, ma accompagnati dentro la verità con presenza, autenticità e relazioni sicure.

“Ciò che più ferisce un bambino non è necessariamente il dolore, la morte o la perdita in sé, ma la solitudine emotiva con cui rischia di attraversarli.”

Nel corso degli anni ho lavorato accanto a famiglie che attraversavano esperienze traumatiche, lutti, malattie, separazioni, fragilità emotive e neurodivergenze. Ho prestato servizio nell’ambito della Psicologia delle Emergenze nei territori colpiti dal sisma dell’Aquila e di Haiti, esperienze che hanno lasciato dentro di me un segno profondissimo. Luoghi nei quali ho visto convivere insieme la vulnerabilità più estrema e una straordinaria capacità umana di resilienza, dignità e ricostruzione.

Anche il lavoro accanto alle famiglie nei contesti ospedalieri e oncologici ha contribuito a costruire il mio sguardo clinico. Uno sguardo che negli anni si è allontanato sempre di più dall’idea di “aggiustare” le persone per avvicinarsi invece alla possibilità di comprenderle nella loro complessità, nella loro storia e nei loro tentativi di sopravvivenza.

Per questo oggi faccio fatica a riconoscermi dentro orientamenti rigidi o definizioni troppo strette. Il mio percorso formativo è stato una continua ricerca fatta di integrazione, studio e dialogo tra modelli differenti: dalla formazione psicoanalitica ad orientamento lacaniano agli approcci cognitivo-comportamentali, dalle neuroscienze interpersonali ai modelli orientati al trauma, fino all’Internal Family Systems (IFS), che considero uno degli strumenti più profondi e rispettosi per comprendere il funzionamento umano.

L’IFS, in particolare, ha dato parole a qualcosa che sentivo da tempo: l’idea che dentro ciascuno di noi esistano parti differenti, spesso nate per proteggerci, adattarci o sopravvivere. Parti che non hanno bisogno di essere giudicate o eliminate, ma comprese.

Ed è forse anche per questo che nel mio lavoro cerco ogni giorno di costruire spazi terapeutici in cui le persone possano sentirsi accolte senza vergogna, senza etichette rigide e senza la paura di essere “troppo”. Accanto all’attività clinica, mi occupo di divulgazione, formazione e sostegno rivolto a genitori, scuole e contesti educativi sui temi della regolazione emotiva, della comunicazione empatica, dell’educazione affettiva, del trauma, del lutto e della death education.

Credo profondamente nella non violenza educativa e relazionale. Credo che i bambini crescano meglio dentro relazioni fondate sulla connessione più che sul controllo, sulla comprensione più che sulla punizione, sulla sicurezza più che sulla paura.

Ed è proprio da questo intreccio tra esperienza personale, pratica clinica e desiderio divulgativo che è nato il mio libro “La morte spiegata a bambini e ragazzi”, pubblicato da Red Edizioni — un libro nato non per offrire formule perfette, ma per aiutare adulti, famiglie ed educatori ad abitare con autenticità uno dei temi più difficili e universali dell’esistenza.

Perché parlare di morte ai bambini, per me, non significa togliere loro innocenza. Significa offrire parole, presenza emotiva e strumenti relazionali per attraversare la vita anche nelle sue parti più difficili.

Continuo a formarmi costantemente perché credo che la cura non possa mai essere qualcosa di statico. Credo nella delicatezza come strumento clinico. Credo nella possibilità di integrare approcci diversi senza perdere profondità.

Oltre che terapeuta, sono anche madre, moglie, figlia, sorella, amica. Amo i libri, i viaggi, la ricerca di senso, la curiosità e tutto ciò che permette di allargare lo sguardo sull’essere umano. Credo che si possa viaggiare con il corpo, ma anche con la mente, con le storie e con le relazioni.

In questo percorso mi accompagna da sempre Il Piccolo Principe, probabilmente il libro che più ha abitato la mia vita interiore. Perché mi ricorda continuamente che l’essenziale non coincide quasi mai con ciò che appare più visibile. E che ogni essere umano, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, ha bisogno prima di tutto di sentirsi guardato con autenticità, delicatezza e responsabilità.

E forse, se dovessi davvero dire chi sono, direi questo: sono una persona che continua ogni giorno a interrogarsi sull’essere umano con curiosità, rispetto e profonda fiducia nelle possibilità di trasformazione e crescita.

Sentiero verso una luce calda — il percorso di elaborazione del lutto

“Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza per affrontare il quotidiano. Insegnami l’arte dei piccoli passi.”

Pubblicazioni scientifiche.

“Rappresentazione mentale del Sé e funzionamento psicologico in bambini vittime di violenza: uno studio pilota”, in Maltrattamento e Abuso all’Infanzia, 13, 1, pp. 111-122. Franco Angeli, Milano.
Contributo al libro “Tutori di resilienza. Guida operativa per interventi psico-educativi”, a cura di Cristina Castelli, EDUCatt, Milano.
Ripamonti, E., Calvi, E. & Centini, M. (2014). “Quando il figlio è minacciato. Strumenti e strategie per prevenire e gestire il bullismo”. Odòn Edizioni, Milano.
Ripamonti, E. (2026). “La morte spiegata a bambini e ragazzi. Una guida per affrontare le paure e le domande in famiglia e a scuola”. Red Edizioni, collana “Piccoli Grandi Manuali”, Milano.
formazione e percorso

Il mio percorso.

Orientamento
Psicoanalitico lacaniano, integrato — dialogo tra cognitivo-comportamentale, neuroscienze interpersonali, modelli orientati al trauma e IFS.
EMDR
Practitioner EMDR per adulti, bambini e adolescenti · Sandtray EMDR Specialist · Attachment-Focused EMDR Specialist.
Lutto e trauma
Consulente specializzata nel lutto e nel trauma in età evolutiva, con certificazione internazionale.
Albo OPL
Iscritta n. 14336 — Ordine degli Psicologi della Lombardia. Studio a Lecco e online.
principali esperienze lavorative
Attualmente
Psicologa Psicoterapeuta in libera professione, con studio a Lecco e percorsi online. Mi occupo di elaborazione del lutto, Death Education, trauma in età evolutiva (EMDR), sostegno psicologico, psicoterapia e consulenza genitoriale.
2014–2017
Psicologa presso i Servizi Sociali d’Ambito di Lecco, all’interno del Servizio Tutela Minori di diversi comuni (Lecco, Pescate, Garlate, Valgreghentino, Dolzago, Ello, Suello, Castello Br.za, Molteno, Rogeno, Cesana Br.za, Annone Br.za, Bulciago).
2013–2014
Psicologa, con borsa di studio, presso il reparto di Oncologia dell’Osp. “A. Manzoni” di Lecco, per il supporto ai malati e ai loro famigliari, con il finanziamento dell’Ass. Cancro Primo Aiuto Onlus.
2012–2013
Referente operativa del Progetto “Lavoro & Psiche”, promosso dall’Ass. VolontariaMente Onlus, con il finanziamento del bando 2012-2013 della Regione Lombardia.
2011–2012
Psicologa presso il CAD — Centro d’Ascolto Duchenne di Bergamo, all’interno dell’Associazione Duchenne Parent Project Onlus, presso ASL Bergamo.
2010
Progetto d’intervento psico-socio-educativo “L’Università Cattolica per Haiti”, nell’ambito del Dipartimento di Psicologia dell’Emergenza e del CESI, a sostegno della popolazione colpita dal sisma.
“Il mio compito non è cancellare il dolore, ma non lasciarti solo ad attraversarlo.”
Elvira Ripamonti